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Quali sono le differenze tra Saint-Émilion e Pomerol ?
- mer 27 set 2023 at 16:30

L’storia della viticoltura a Saint-Émilion e Pomerol
La viticoltura a Saint-Émilion fu introdotta in questa fertile regione dai Romani e si consolidò durante il Medioevo. L'attuale frammentazione del vigneto testimonia le ridotte dimensioni delle proprietà medievali. La posizione privilegiata di Saint-Émilion lungo la via di pellegrinaggio verso Santiago di Compostela ha ulteriormente contribuito al suo sviluppo, favorendo l'edificazione di chiese, monasteri e ospizi a partire dall'XI secolo.
L'inizio della viticoltura a Pomerol risale invece al XII secolo, quando l'Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme si stabilì nella regione e creò un ospizio per accogliere i pellegrini diretti a Santiago di Compostela. All'epoca, la vite veniva coltivata per le necessità della Chiesa e dei pellegrini. Anche la vicinanza con la città di Libourne, antica bastide e porto strategico per l'esportazione vinicola, ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo dei vigneti di Pomerol.
Un terroir a confronto: Saint-Émilion e Pomerol
Saint-Émilion copre una vasta superficie di 5.400 ettari e comprende nove comuni distinti, in cui le denominazioni Saint-Émilion e Saint-Émilion Grand Cru coesistono armoniosamente. All'interno di questa regione si distinguono due tipologie di suolo ben definite:
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I vini delle "côtes" (i pendii): caratterizzati da suoli argillo-silicei, argillo-calcarei e composti da molassa, che danno vita a vini corposi, strutturati e potenti.
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I vini del "plateau" (l'altopiano): caratterizzati da suoli ricchi di graves (ottimi ciottoli e ghiaie), argille rosse e brune su dolci pendenze. È proprio in questa zona dai terroir unici, confinante con Pomerol, che nascono vini di ineguagliabile finezza, leggerezza e complessità, riconosciuti come i cru più prestigiosi di Saint-Émilion.
Di dimensioni decisamente più ridotte, Pomerol si estende su appena 800 hectares fino a lambire l'altopiano di Saint-Émilion. Il suo suolo è costituito da depositi di ghiaia, sabbia, argilla e ciottoli, che formano terrazzamenti da est a ovest. Inoltre, i sottosuoli di Pomerol sono ricchi di ossidi di ferro, noti localmente come "crasses de fer" (scorie di ferro), che conferiscono al terroir la sua tipicità inconfondibile. La zona più qualitativa di Pomerol si trova nel cuore della denominazione, un'area rinomata con il nome di "Boutonnière argileuse" (occhiello argilloso) situata tra Petrus e Certan. Questa micro-regione racchiude una delle concentrazioni d'argilla più impressionanti dell'intero territorio bordolese, nota come la "collina di Petrus". Grazie a questo micro-clima e terreno eccezionale, prendono vita nettari dal carattere unico, che danno origine ai cru più ricercati e quotati al mondo.
Pur nella loro diversità, questi due terroir condividono un impegno comune: la salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità. Entrambe le denominazioni sono storicamente attente a ridurre l'impatto della viticoltura sull'ecosistema. A tal fine, sono stati piantati numerosi alberi e specie vegetali per favorire lo sviluppo della biodiversità intorno alle vigne. Oggi, il 90% dei vigneti della denominazione Saint-Émilion aderisce a un percorso di certificazione ambientale, di cui il 25% in agricoltura biologica. A Pomerol, i diserbanti chimici sono vietati e si applica rigorosamente la tecnica della confusione sessuale, un metodo biotecnico di protezione dagli insetti. Anche la scelta dei vitigni è estremamente simile. In entrambe le denominazioni, infatti, la varietà dominante è la stessa: il Merlot. Questo vitigno rappresenta quasi l'80% della superficie vitata di entrambe le zone, affiancato e sostenuto dal Cabernet Franc e dal Cabernet Sauvignon.
Classificazioni a Saint-Émilion, nessuna a Pomerol
Una delle differenze principali risiede nell'assenza totale di una classificazione ufficiale all'interno della denominazione Pomerol, rendendola l'unica grande denominazione di Bordeaux a non averne mai adottata una. Pomerol ha infatti sempre rifiutato di stabilire una gerarchia formale per i suoi vini e non dispone di una classificazione di "Grands Crus". Nonostante ciò, ospita châteaux di fama planetaria come Château L’Évangile, Château La Conseillante e Château Pétrus.
Al contrario, la denominazione Saint-Émilion ha inaugurato la sua prima classificazione ufficiale nel 1955: la Classificazione di Saint-Émilion. Aggiornata l'ultima volta nel 2022, include 85 proprietà, tra cui 71 Grands Crus Classés, 12 Premiers Grands Crus Classés e 2 Premiers Grands Crus Classés A. Le due tenute che hanno raggiunto la vetta più alta di questa classifica nel 2022 sono Château Figeac e Château Pavie.
Saint-Émilion e Pomerol: l'eccellenza assoluta
In definitiva, al di là delle loro differenze, Saint-Émilion e Pomerol sono indubbiamente i gioielli della sponda destra di Bordeaux. La loro reputazione non ha bisogno di presentazioni ed entrambe le regioni continuano a brillare offrendo vini di qualità superiore, annata dopo annata. Grazie a terroir eccezionali e a un saper fare vitivinicolo ancestrale, queste due aree producono vini eleganti, complessi e ricchi di carattere.
A Saint-Émilion, la finezza dei Premiers Grands Crus Classés di Château Canon, Clos Fourtet, Château Pavie o Château Figeac saprà conquistarvi. Splendide gemme sono tutte da scoprire anche tra i Grands Crus Classés, come Château Fleur Cardinale, Château Bellevue o Château Péby Faugères. Anche la denominazione Pomerol riserva sorprese straordinarie: Clos L’Église, Château Le Gay, Château Trotanoy e Château Beauregard ne sono eccellenti esempi.
Saint-Émilion e Pomerol, sebbene geograficamente vicine, si distinguono per terroir, microclima e tipicità. Se Saint-Émilion brilla per la sua complessità, ricchezza e storia millenaria, Pomerol seduce per la sua eleganza, finezza e il suo carattere più riservato ed esclusivo. Due sfaccettature distinte e complementari della maestria enologica di questa prestigiosa regione.
